sábado, 2 de agosto de 2014

LA STRANA SFERA VOLANTE DI DUMBAR




 
 
 

19 Gennaio 1967. In Dunbar, West Virginia, verso le 9:05, Tad Jones, il proprietario di un negozio di elettrodomestici guidava la sua vettura sulla Ruta 64, quando notò qualcosa in mezzo alla strada.
Avvicinandosi scoprì che si trattava di una sfera di metallo, di circa 7 metri e 5 di diametro, con due antenne e una piccola finestra di circa 22 centimetri.
L’artefatto fluttuava ad un metri e venti dal suolo e quasi blocca il percorso.
Quando il veicolo del testimone si avvicinò alla sfera misteriosa, all’incirca a 90 centimetri di distanza, questo decollò ad alta velocità.
Secondo la descrizione fornita dal testimone, l'oggetto sembrava in alluminio, aveva quattro zampe che terminano in qualcosa di simile a "ruote".
Lo strano artefatto osservato dal testimone ... sicuramente non su un "disco volante" usuale...

 


Dalla sua parte inferiore si sporse un’elica che cominciò a girare sempre più velocemente al momento del decollo. L'avvistamento durò sui due minuti.
Tad segnalò l'avvistamento alla polizia e la stampa locale fece eco dello strano episodio bizzarro.
Il giorno dopo della conoscenza dei fatti, il testimone ricevete uno strano messaggio anonimo a casa sua in cui era scritto: "Sappiamo cosa hai visto e sappiamo che avete parlato. Sarà meglio che tenga la bocca chiusa".


 


L'EFFETTO DELLA DISTORSIONE
 È interessante notare che se si guarda al presente caso dal punto di vista della teoria della distorsione troviamo quanto meno paradossale che un elettrotecnico, abbia avuto un incontro ravvicinato con un UFO che sembra più un compendio di molti apparati elettrici, con antenne e ruote comprese, il che ha un aspetto realmente sconcertante.

L’artefatto osservato dall’elettrotecnico ha molte analogie con i dispositivi e le apparecchiature che possono essere trovati nel negozio del testimone.

L’artefatto osservato dall’elettrotecnico ha molte analogie con i dispositivi e le apparecchiature che possono essere trovati nel negozio del testimone.
 
Ci sono anche sorprendenti analogie tra la sfera di metallo volante e i satelliti sovietici del tempo.

Utilizzò l’agente esterno l'aspetto dei satelliti di quel tempo per configurare la forma del OVNI /UFO osservato dal testimone?
 
La stampa del tempo, tra cui il prestigioso Time Magazine, portò sulle sue pagine i sostanziali progressi nella corsa spaziale sovietica ...
 
 
 

 

 









JOSE ANTONIO CARAV@CA

 

 Proibita la riproduzione totale o parziale del materiale contenuto in questo blog senza espressa autorizzazioneJose Antonio Caravaca


miércoles, 2 de julio de 2014

INCONTRI RAVVICINATI CON L'IMPOSSIBILE ...



 
 
 
 Di volta in volta troviamo sparsi nella casistica ufologica mondiale alcuni incontri ravvicinati con gli OVNIs/UFO la cui somiglianza apparente può rivelare una comune origine del fenomeno osservato.
Tuttavia, analizzando in profondità questi episodi, vedremo che aldilà di queste – chiamiamole – analogie, la differenza radicale dal resto degli altri componenti presenti nell’incontro ravvicinato, dimostra l'esistenza di un paradigma sotterraneo più complesso e diffuso.
Questi incidenti anche a partire da una "radice comune", diventano esperienze uniche ed esclusive, frutto della partecipazione e dell'interazione della psiche dei testimoni con il fenomeno che si sta verificando davanti ai loro occhi mediate l’irruzione di un agente esterno sconosciuto, che in ultima analisi, è il detonatore delle esperienze che si qualificano come anomale. Ecco un esempio:


INCONTRO NELLA NOTTE
Il 18 ottobre del 1968 in Florida (USA) avvenne un insolito avvistamento OVNI/UFO con interessanti e sconcertanti ramificazioni nel nostro paese [ovviamente José parla della nostra vicina Spagna].
Il caso vide come protagonista la famiglia McMullen, che viveva in una casa alla periferia di Medulla Township.
Verso le 7 di sera il televisore incominciò a sperimentare delle strane interferenze per almeno 30 minuti.
In quei momenti, il cane cominciò a piagnucolare e urlare come se avesse paura, sebbene fosse un animale feroce che veniva usato dai loro proprietari per intimidire con facilità.
La reazione paurosa del cane fu tale, che si liberò dalla sua catena, e arrivò a tagliare un buco nel portico per rifugiarsi nella sala da pranzo della casa.
Data l’insolita agitazione del cane, la signora Grace MacMullen uscì all’esterno della casa per vedere che cosa aveva spaventato in quel modo il feroce cane.
Con sua sorpresa vide che a circa 45 metri di distanza, in una radura vicina, vi era uno strano oggetto sferico trasparente, di circa 9 metri di diametro, che irradiava una luce rosso porpora il quale oscillava leggermente a circa 3 metri da terra. All'interno dell’artefatto la testimone osservò che vi erano due occupanti, simili agli umani, in piedi, uno di fronte all'altro, ma separati da una barra verticale che correva dalla base dell'oggetto verso l'alto.
L'equipaggio della sfera erano vestiti con abiti stretti, a collo alto, di color bianco opaco, con stivali e caschi.
Non riusciva a vedere le facce degli esseri guardando dalla sua posizione. All'interno del globo trasparente non si scorgeva alcuna fonte di alimentazione, nessuna sedia o altro tipo di dispositivi.
Poi la signora McMullen illuminò il portico con l'intento di attirare l'attenzione dei misteriosi visitatori.
Tuttavia, a quanto pare, gli occupanti dell'oggetto non gli prestarono alcuna attenzione e continuarono a restare intorno alla barra verticale.
Secondo la testimone gli umanoidi stavano operando con le loro mani all'interno di una specie di compartimento flessibile che emergeva dall’albero, in orizzontale dalle due parti, e che quando uno di loro spingeva qualcosa, il suo compagno faceva il contrario.
L'equipaggio dello strano OVNI/UFO trasparente sembrava essere occupato intorno alla barra centrale.
 
 
 
Nel centro dell'oggetto vi era una debole luce blu che sembrava provenire - come la luce rossa - dalla base dell'oggetto.
Gli altri membri della famiglia, il signor Buck McMullen, suo figlio e la fidanzata di quest’ultimo, Sharon Burgess furono anch’essi testimoni di questa strana apparizione notturna.
Mentre gli umanoidi spostavano le "leve", l’artefatto si scosse con più forza e incominciò a salire, prendendo sempre più velocità.
Quando la sfera fu a circa 1.500 metri di distanza scomparve in lontananza, dopo aver prodotto una "silenziosa esplosione di fuoco e scintille".
L'avvistamento durò circa 10 minuti.
I membri della famiglia percepirono un forte odore simile all'ammoniaca, che produsse disagio e bruciore agli occhi e al naso.
I testimoni chiamarono la polizia di Lakeland, che certificò lo sconcerto dei testimoni.


CACCIATORI DI UMANOIDI...
Curiosamente, negli anni Settanta nel nostro paese ci sono stati incidenti molto simili a quello registrato dai ricercatori americani.
Uno di questi eventi si verificò a Villarcayo Burgos, quando Bruno Lurachi, Pablo Casado e M. C. erano a caccia nella foresta una notte della metà degli anni settanta.
In mezzo alle tenebre videro una luce misteriosa che si avvicina, passando vicino alle cime degli alberi verso la loro posizione.
Anche se ognuno di loro era in un luogo diverso, Pablo Casado fu il primo ad osservare il fenomeno a minore distanza.
Quella luminosità atterrò in una zona umida piena di canne a circa 200 metri dal testimone.
In quegli istanti il cacciatore poté vedere perfettamente che si trattava di un artefatto trasparente a forma di pera.

All'interno dell’artefatto vi era un umanoide "vincolato" alla barra centrale...





All'interno dell'oggetto, Casado distinse l'esistenza di una figura, simile a quella umana, alta circa 2 metri e 5, che era attaccato ad una barra verticale che attraversa l’artefatto da cima a fondo.
Il misterioso visitatore era a metà della "pera trasparente".
Dopo circa 5 minuti di osservazione, l'oggetto si sollevò da terra a grande velocità, illuminando tutto intorno con una potente luce bianca che abbagliò i tre cacciatori.
Altri residenti della vicina città di San Martín de Rojo e di Villarcayo denunciarono la presenza di strane luci nella zona.
Ma non fu l’unico caso registrato in Spagna simile a ciò che accade alla famiglia MacMullen.



I GIGANTI DI GALDAR ...
Il 22 giugno del 1976, alle 10 di sera sull'isola di Gran Canaria, il medico Francisco Julio Padrón stava viaggiando in taxi verso la città di las Roses per prendersi cura di un malato, quando ebbe uno spettacolare incontro ravvicinato che fu indagato anche dai militari spagnoli.
Come riportato dal Dr. Padrón quando lui e l’autista furono vicini alla loro destinazione: "i fari dell’auto illuminarono una sfera luminosa che era stazionaria, credo molto vicino al suolo, ma non saprei dire se lo toccava; era di materiale totalmente trasparente e cristallino, perché attraverso di esso si vedevano le stelle del cielo; Di colore blu elettrico, ma tenue senza abbagliare, la sua radio era come di 30 metri nel primo terzo inferiore della sfera si vedeva come una piattaforma di colore di alluminio come se fosse metallica e tre grandi console". L’artefatto aveva una barra centrale che la attraversava dall’alto in basso.
All'interno, il medico scorse che vi erano due umanoidi, una di fronte all'altro, alti circa 2 metri e 50, vestiti in una tuta rossa stretta e con un casco che copriva i loro volti. Le loro teste erano sproporzionate rispetto al corpo.
Gli esseri enigmatici sembravano manipolare una console di comando, senza prestare attenzione al testimone.
 
Il Dottor. Padrón testimone di un incredibile avvistamento UFO ...
All'interno dell’OVNI/UFO trasparente vi erano due umanoidi con abiti rossi luminosi ...






DALLA SOMIGLIANZA ALLA STRANEZZA
Come abbiamo osservato nel presente studio, anche se questi incidenti condividono elementi comuni, specialmente l’interessante dettaglio della barra traversale e della trasparenza degli oggetti, è obbligatorio rilevare che, evidentemente, non si trattava dello stesso fenomeno (cioè della stessa " nave spaziale").
In molte occasioni, e con altre serie di casi OVNIs/UFO, queste analogie sono presentate in una forma parziale e fuorviante da parte di alcuni investigatori, con l'intenzione di presentare, agli occhi del profano, che gli avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati sono un fenomeno omogeneo, "reale e fisico" causato dalla visita di esseri extraterrestri provenienti da altri pianeti.


Un altro curioso incidente ha coinvolto un OVNI/UFO. Ad Jokkmokk, Norrbotten, Svezia, nel 1970, un testimone anonimo riferì che a mezzanotte, aveva osservato un grande oggetto a forma di globo trasparente che scivolava silenziosamente sopra al luogo dove si trovava. La sfera atterrò nei pressi del testimone, che stupefatto vide come diverse "creature" uscirono fuori da esso, cercando di sequestrare una renna che si trovava nella zona. Ritornarono al globo luminoso senza aver fortunosamente raggiunto il loro scopo, furiosi, e sembrarono manovrare furiosamente un dispositivo simile a pedali.




Nondimeno in queste marcate differenze, in eventi di sostanziali somiglianza, la Teoria della Distorsione offre un nuovo approccio.
Un agente esterno sconosciuto che interagisce con la mente dei testimoni, "offre" ad eventuali osservatori uno scenario ipotetico di visita aliena, composto principalmente da due elementi da sviluppare tra i due "collaboratori": navi e tipologie di umanoidi.
Tuttavia è l'osservatore stesso che è responsabile dello sviluppo dell'intera trama in una elaborata messa in scena che si offre davanti ai suoi occhi come una "realtà tangibile" e in apparenza esterna alla sua mente.
La partecipazione dell’agente straniero consegue che tutto questo materiale incosciente esclusivo di ogni testimone appare in maniera distorta, dà ad ogni 








 JOSE ANTONIO CARAV@CA



 Proibita la riproduzione totale o parziale del materiale contenuto in questo blog senza espressa autorizzazione. Jose Antonio Proprietà Caravaca


 

domingo, 1 de junio de 2014

ATTERRAGGIO OVNI/UFO DI JUAN GONZALES SANTOS: UN CASO PERFETTO DI DISTORSIONE






Il 12 marzo 1981 la vita di Juan González Santos un uomo di 42 anni sarebbe cambiata bruscamente. Come poteva immaginare questo socievole funzionario che quella mattina avrebbe inciampato in dei "curiosi e poco socievoli astronauti americani". Erano all’incirca le dieci e quaranta, ed era alla guida del suo furgoncino Ebro sulla nazionale 340, diretto a Pelayo, località situata appena al di fuori di Algeciras, quando vide ad un lato della strada un "sgargiante" bagliore che catturò la sua attenzione.  In un primo momento pensò che fossero le luci di un'ambulanza e che c'era stato un incidente al margine della strada, sul campo.  A pochi metri dal presunto incidente vi era uno dei ripetitori utilizzati da radio e televisione. Il nostro protagonista fermò la sua auto spinto dalla curiosità, e si avvicinò a piedi alla scena e scoprì che quello non era l’effetto prodotto da un incidente come avevo immaginato.
 

L'autore dell’inchiesta insieme al testimone e al ricercatore Pablo Villarrubia nel punto esatto in cui atterrò lo strano artefatto (2008).
 
 

Di fronte a lui, a meno di 25 metri di distanza dalla strada da una fila di eucalipto, si alzava un oggetto luminoso a forma di cupola di circa 4 metri di diametro e alto 2 metri (anche se le gambe potevano misurare sui 4 metri di altezza), con cinque finestre circolari nella sua parte anteriore e quella centrale era la più grande (e di dimensioni di circa 50 cm.), e pareva girare nel senso contrario delle lancette dell’orologio.

 

 ... Houston abbiamo un problema ...

 L’intrepido algeciregno si diresse verso lo strano artefatto, e nel percorso pensò che forse poteva essere un modulo spaziale americano con dei problemi, e senza pensarci due volte decise che poteva salutare gli astronauti (SIC).  Che notizia poter raccontare in paese, rimuginava camminando, un suo incontro con l'equipaggio dell'Apollo XI.  Tuttavia, a pochi metri dall'oggetto, ci ripensò su e decise di osservarlo con attenzione barricato dietro un piccolo parapetto di pietra. "Il trabiccolo [in spagnolo disse: "El cacharro"] – come espose Juan Gómez González Serrano, veterano ricercatore, in una delle prime interviste che diede – era sostenuto su due supporti che parevano metallici e telescopici e sembravano sia più alti che più bassi a seconda che questi piedi fossero al suolo oppure alla base sagomata a forma di ciotola. Tutto questo – continuò il testimone – era chiaramente visibile da dove mi trovavo, ossia a circa quindici o venti metri dall'oggetto che era posato a terra. Il suo colore era grigio metallizzato come l'alluminio lucido. Quel trabiccolo non aveva giunture o viti o qualsiasi altra cosa che era poteva essermi familiare. Tutto qui. Sembrava compatto e solido, era incredibile, lì in mezzo al campo e alla luce del sole".
 
L‘artefatto di aspetto metallico aveva diverse finestre circolari e un simbolo, che il testimone descrisse come molto simile a una svastica nera. (Modello realizzato dall'artista Mark Nicieza)
 
 
  

"Al lato – continua nel suo racconto – di sinistra osservai uno scudo o emblema di colore nero, anche se non posso ricordarmi cosa poteva rappresentare. Tutto quello che so è che non avevo mai visto niente di simile in un altro trabiccolo o veicolo che potesse assomigliargli (il simbolo aveva somiglianza con una svastica appiattita)". Attraverso le finestre, il testimone si rese conto dell'esistenza di vari esseri all'interno della nave, "potevo solo vedergli dal petto in su in quanto che le finestre bloccavano il resto del corpo, quindi non ho potuto vedere le gambe. Alla testa vidi che indossano un casco ben aggiustato su di essa, simile a quella utilizzata dai subacquei, e la cosa più curiosa di tutte, è che dalla parte del viso tenevano come un cristallo trasparente, ma plasmato sul volto che metteva in evidenza le caratteristiche di questi... il costume era di color marrone (...) Provai a saltare il muro di pietre e spine che mi era davanti e che, come si sa, servono a delimitare i confini e le suddivisioni del campo, quando improvvisamente da una delle antenne laterali di questa macchina scaturì una “vampa” [in spagnolo disse: "Yampa"] (si riferisce ad un raggio di luce di aspetto solido) che mi immobilizzò contro la mia volontà. Provai a ripetere l'operazione (l'amico Juan Gonzalez non si smonta facilmente) e da un’altra antenna uscì un’altra ”vampa” di luce che mi fece piangere, gli occhi mi lagrimando molto, e vedevo lucine colorate ovunque oltre che mi causò forti dolori nella parte centrale della mia fronte. Ma la cosa più strana – continua Juan – era che non riuscivo a muovermi da nessuna parte ( si ripete ancora una volta la paralisi ), anche se potevo muovere le braccia. Così sono rimasto fermo perché mi sembrava che i soggetti che vedevo in quella macchina non volevano che mi avvicinasi".

 Dentro quella macchina vi erano diversi esseri di aspetto umano.



 


Gli "Americani", 4 o 5 secondo Juan González sembravano conversare tra di loro, mentre continuavano a guardarlo. L'umanoide che era al centro, giusto nella finestra più grande, fu il soggetto che meglio lo osservò in ogni momento che era di fronte a lui e sembrava avere delle "orecchie simili a degli auricolari".  Anche se può sembrare inaudito, il nostro testimone non pensava in quel momento si trovava di fronte a qualcosa di extraumano.  Dopo circa 15 o 20 minuti di osservazione, i sostegni e la scala centrale si ritirarono e l'oggetto rimase statico in aria per pochi istanti, cominciò a salire; "Il trabiccolo era totalmente silenzioso e restò per circa dodici minuti di fronte a me e non sentivo alcun rumore. Tuttavia, aggiunge, quando l'oggetto cominciò a tremare (al momento del lancio) con movimenti ondulatori, sembrò emettere un fischio, come di aria compressa, accompagnata da una forte movimento d’aria assordante che lasciò una forte odore di bruciato come l'elettricità (ozono?) che non saprei spiegare molto bene".

 Quando il testimone cercò di avvicinarsi all’artefatto, dalla sua parte superiore scaturì un raggio di luce che glielo impedí.




Juan González diede alla fine dell'intervista un dettaglio molto importante che confermò in una intervista personale che ebbi con lui a metà degli anni Novanta. "Durante il tempo che ero vicino alla recinzione non sentii nessun suono. Né dall’artefatto, né dalle auto che circolavano nella carretera general 340. Pur avendo la strada un centinaio di metri, non sentì nessun rumore, né vide passare delle auto dirette a Algeciras o a Tarifa. Questo sì che era strano. Il silenzio che c’era era impressionante. Non si spostavano né i rami d’alberi e nemmeno le foglie".



 J. J. Benitez in compagnia del ricercatore veterano Andrés Gómez Serrano trovarono nella zona tre impronte che coincidevano con la storia di Santos.




Questo fatto deve essere preso in considerazione, dal momento che la strada principale Algeciras-Cadice è la più frequentata della regione. Gómez Serrano mostrò al testimone una gran quantità di fotografie e disegni di OVNIs/UFO perché potesse identificare l'oggetto osservato. Juan Gonzalez, dopo aver sfogliato diversi libri, selezionò l'istantanea di un OVNI/UFO visto nella città italiana di Genova, e che era stata inviata in forma anonima al quotidiano italiano La Domenica del Corriere, il 23 Giugno 1963, senza alcuna altra informazione aggiuntiva.
Nella foto, che per molti ricercatori è autentica si osserva un oggetto metallico poggiato a terra e sorretto da tre sostegni telescopici.
Gómez Serrano e J. J. Benítez trovarono tre impronte nel terreno, causate da un oggetto del peso di diverse tonnellate, e in alcune foglie del suo interno si potevano vedere anche la forma della base arrotondata, a forma di scodella, dei sostegni.


 
 
 Gli effetti della distorsione… In Immagini ...
 In successive interviste che ho avuto con Juan González Santos mi spiegò il motivo per cui pensò, in un primo tempo, che quella aeronave potesse appartenere alla NASA.
 A quanto pare, poco prima che si verificasse il suo avvistamento, il testimone aveva visto un lungo documentario in televisione su l’arrivo del primo uomo sulla luna e pensò che quell'artefatto che era posato in mezzo al campo poteva essere un modulo spaziale statunitense. Ma questi non erano i soli dati di interesse che Juan González Santos mi ha dato per poter effettuare una reinterpretazione della sua esperienza unica e spettacolare.
Secondo la teoria della distorsione, che pone che un agente esterno sconosciuto conforma e costruisce le esperienze degli incontri ravvicinati in funzione delle risorse, le informazioni e delle immagini inconsce del testimone, possiamo rintracciare la vera origine di ciò che osservò e segnalò il testimone. Diamo un’occhiata alle foto...


 Il carrello d’atterraggio dell’artefatto ha anche un suo corrispondente equivalente nel modulo spaziale statunitense. Questo elemento singolare "incorporato" alla relazione di Santos non lascia dubbi sulla sua origine...
Il testimone riferì che gli umanoidi erano vestiti con un abito che copriva anche la testa, dove vi erano delle protuberanze che sembravano "cuffie".
 
Juan González Santos disse che l'OVNI/UFO aveva nella sua parte superiore due protuberanze che lanciarono due lampeggi molto simili alle luci lampeggianti di emergenza di un'ambulanza. Curiosamente, il testimone era un volontario della Croce Rossa e spesso aiutava in attività di sostegno i vigili del fuoco, la polizia e servizio di ambulanze. Quindi ero più abituato a presenze di questo tipo di dispositivi di illuminazione. Nella foto facciamo il raffronto con il veicolo della Croce Rossa che in quei giorni era utilizzato nel distaccamento al quale apparteneva il testimone.


 Il testimone è un grande appassionato di storia e in particolare della seconda guerra mondiale, quindi non sarebbe molto strano che avesse presente nel momento della sua esperienza il simbolo più rappresentativo di quel conflitto, la svastica.

 
 
 
 
 
 
 

JOSE ANTONIO CARAV@CA



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miércoles, 21 de mayo de 2014

RAZZI, LATTINE DI BIRRA E INCONTRI RAVVICINATI CON GLI OVNIs/UFO



 





UNO STRANO INCONTRO NELLA NOTTE

Il 23 ottobre 1965, verso le sette e un quarto della sera, l'annunciatore radiofonico James F. Townsend di 19 anni, viaggiava a circa sei miglia da Long Prairie nel Minnesota, quando improvvisamente, girando una curva, il motore e i fari della sua auto si spensero. Di fronte alla sua auto, a circa 6 metri di distanza, Townsend osservò stupefatto, in mezzo alla strada, uno strano artefatto a forma di razzo, color argento, che emanava una grande luminosità "brillante come il sole". L'oggetto era alto dai 9 ai 12 metri e largo 3, ed era appoggiato su delle alette. Il testimone scese dal veicolo con l'intento di spingere la macchina contro il "razzo" e abbatterlo, per assicurarsi una prova della sua esperienza. Proprio in quel momento dalla parte posteriore dell'oggetto emerse tre piccole entità.
 
Disegno realizzato dal testimone del presunto ovni/ufo.

 

I bizzarri occupanti del presunto OVNI/UFO erano alti circa 15 centimetri di altezza e sembravano lattine di birra, di un colore bruno scuro, e le sue gambe erano a forma di alette. Quando camminavano lo facevano su due zampe, ma quanto si fermarono, a loro sorse una terza "gamba", che serviva da supporto e stabilità. Nella loro parte superiore avevano tre braccia sottili come fiammiferi. Secondo Townsend, egli restò di fronte a quegli "esseri" circa tre minuti, senza che nessuno si mosse. Non riuscì a vedere alcuna caratteristica facciale a quelle creature anche se asserì; "Penso che mi stavano guardando." Né, talaltro, sentì nessun rumore. Successivamente le "lattine" ritornarono al loro oggetto e il "razzo" luminoso iniziò lentamente a decollare mentre l'annunciatore udì un ronzio.

Dal “razzo” uscirono tre piccole creature simili a una lattina di birra ….
 
 


Quando l’oggetto arrivò ad una certa altezza, forse circa 500 metri, la luce brillante si spense mentre le luci e il motore della macchina iniziarono a funzionare di nuovo. Più tardi, accompagnato dallo sceriffo Lavern Lubitz, tornò in quel punto e i due trovarono tre linee sull’asfalto di una sostanza oleosa. L’ufficiale di polizia Jim Bain ricorda che Townsend arrivò al commissario spaventato e tremante e confermò agli investigatori che il testimone era una persona di buon carattere e non beveva. A quanto pare due cacciatori confermarono, in parte, l’incontro del giovane conduttore radiofonico, assicurando che in quel periodo osservarono un oggetto luminoso nella zona. Nel 1969 il giovane fu interrogato da un ufficiale della Forza Aerea, il quale determinò che la sua visione aveva delle cause psicologiche, sebbene il Progetto Bluebook ufficialmente dichiarò che non effettuò nessuna indagine. Da parte sua, il dottor Joseph Allen Hynek, consulente USAF nell’analisi di informazioni OVNI/UFO, ricevete una lettera dal testimone, ma anche lui non approfondì lo studio sul curioso incontro. Comunque le autorità riferirono che quella notte non ci fu nessuna anomalia sui loro radar. Il dottor Hynek, nel suo libro “Il Rapporto Hynek” del 1977, ha giustamente affermato che in questo tipo di eventi: “Sembra quasi ovvio che le probabilità di vedere un OVNI/UFO sono maggiori se si conduce un autoveicolo e se si è soli in un campo aperto. Non solo, ma i rapporti contengono la frase “nel girare una curva della strada.” Sebbene questi oggetti non sono sempre fermi sulla strada, lo sembrano essere abbastanza spesso. Ci si chiede perché, visto tutto lo spazio libero ad ogni ciascun lato della strada “…

 
Incontri ravvicinati con la distorsione
Senza dubbio il giudizio del dottor Hynek è molto sensato e spiega alla perfezione, la maggior parte degli incontri ravvicinati avvenuti sulla strada. È evidente che il fenomeno, orchestrato da un agente esterno sconosciuto cerca una chiara interazione con gli eventuali osservatori, allo stesso tempo offre loro uno “spettacolo” quasi senza precedenti e unico per ogni occasione. In questo avvenimento è evidente che sia la forma dell’OVNI/UFO e dei suoi piccoli occupanti ubbidiscono a un “contributo” personalissimo del testimone, che l’agente esterno incorpora alla esperienza mediante la Creazione Compartita e sviluppandola sotto quella che la teoria della distorsione denomina Creatività Onirica.

Nelle pellicole cinematografiche fantascientifiche degli anni ’50 e ’60, si potevano vedere con frequenza razzi spaziali.
(Destinazione Luna, 1950)
La copertina del celebre fumetto di Tintin 2”Destinazione Luna” del 1953, offriva ai lettori un razzo spaziale molto simile a quello osservato dal testimone. 
L'immagine iconografica della navetta spaziale è evidente nella scultura che fu esposta a San Francisco nel 2010. Questo monumento contiene i dettagli le più importanti dell'esperienza di Townsend. 

Vari oggetti, giocattoli ed emblemi del tempo contengono il "razzo" iconografico osservato dal testimone
 




 Sia la forma del disco volante, come quella dei suoi occupanti hanno caratteristiche mai viste prima in altri episodi OVNI/UFO. Nella osservazione di Townsend, il tipico "disco" è stato "sostituito" da un "razzo", più appropriato ai film e alla letteratura fantascientifica degli anni '40 e '50, e il presunto equipaggio extraterrestre avevano inoltre l'aspetto e la dimensione di "lattine di birra".
Queste "stranezze" ufologiche sembrano provenire dall’ inconsapevole giovane testimone, che incorpora tutti questi elementi bizzarri al suo incontro ravvicinato, sotto la "direzione" e la "supervisione" del agente esterno. Elevando la sua esperienza al culmine dell’assurdo, prodotto dalla sua particolare e intrasferibile interattività con l'agente esterno. La stravagante e amplissima casistica OVNI/UFO è piena di tali incidenti, considerati enigmi insondabili dai ricercatori per l’impossibilità, ad oggi, di etichettare o classificare convenientemente.


 




JOSE ANTONIO CARAV@CA


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domingo, 18 de mayo de 2014

LO STRANO INCONTRO RAVVICINATO DELLA LIBIA...










Verso le 3:00 della mattina del 25 ottobre 1954, Carmelo Papotto stava ispezionando i terreni della sua azienda agricola italiana con sede a Tripoli in Libia, quando a un certo punto vide discendere dal cielo uno strano artefatto nel più completo silenzio.
Si trattava di un oggetto a forma di uovo, lungo circa 5 metri e alto 3 metri, il cui parte inferiore era di metallo e alluminio, e quella superiore di un materiale trasparente, la parte posteriore secondo il testimone: “aveva la forma aerodinamica di un automobile, con una coda che probabilmente serviva come un timone “.
La cupola “cristallina” era fortemente illuminata da una luce bianca che irradiava tutto intorno fino a 4 metri. L’OVNI/UFO aveva due luci ai lati e quelle che sembrava due antenne, poste una davanti e una dietro.

Aveva anche due tubi conici, che al testimone sembrava armi, nella parte frontale. Inizialmente l’ingegnere italiano pensò che poteva essere un elicottero militare americano in difficoltà o addirittura un prototipo segreto.
Schizzo del misterioso artefatto che atterrò nei pressi del testimone


  
Secondo Carmelo Papotto l’oggetto tirò fuori il suo carrello di atterraggio mentre si sentiva un suono simile ai compressori utilizzati per gonfiare le gomme. Di fatto le zampe dell’artefatto consistevano in sei ruote. Quando l’OVNI/UFO toccò terra sopra su un campo arato, a circa 10 metri di distanza dal testimone, il signor Papotto vide una scala al centro.
Il testimone fu poi in grado di vedere all’interno dell’artefatto sei umanoidi che si muovevano lentamente. In quei momenti il testimone pensava che fossero militare degli Usa. Indossavano abiti gialli e maschere tipo a gas.
Uno dei membri dell’equipaggio si tolse la maschera per un momento e il suo volto era del tutto normale. Quando il testimone mise la mano sulla scala per salire, una forte scossa elettrica lo spinse indietro. Una degli esseri gli fece segno di non avanzare. Il testimone restò un po’ stordito. L’equipaggio sembrava essere occupato all’interno dell’apparecchio.

 
Nell’interno vi erano degli umanoidi con uniformi gialle e con maschere a gas.
Carmelo Papotto affermò che uno degli umanoidi, con degli "auricolari" era di fronte a un panello di controllo simile a una radio.

 
Carmelo Papotto affermò che uno degli umanoidi, con degli "auricolari" era di fronte a un panello di controllo simile a una radio.
Il signor Papotto asserì che all'interno del dispositivo vi erano alcune sedie, tavoli e un apparato radio – gestito da un umanoide che indossava degli "auricolari" – da cui spuntavano numerosi cavi. Pochi istanti dopo uno degli esseri toccò un pulsante e un aggeggio meccanico a forma di campana scese vicino a una delle ruote e procedete a sostituirla con un altra. Dopo circa 20 minuti, l'OVNI/UFO si elevò a circa 50 metri di altezza per poi scomparire tranquillamente e rapidamente verso est.
Gli investigatori trovarono sul terreno segni rettangolari di 10 cm di larghezza molto simile a un pneumatico normale. Secondo la disposizione delle orme delle ruote dell’oggetto, queste erano disposte a coppie di due e separate da circa 10 centimetri.
Venne inoltre rinvenuta una sostanza blu che si mandò ad analizzare, ma i risultati non furono mai resi pubblici. Secondo gli inquirenti, Carmelo Papotto non aveva alcuna conoscenza del fenomeno OVNI/UFO e quindi fu per quello che si avvicinò senza paura all’artefatto, pensando che potesse essere una aereonave umana.
Indubbiamente lo strano oggetto osservato dal testimone aveva somiglianza con un elicottero.

 
 
Seguendo la Teoria della Distorsione questo incidente è un chiaro esempio di come elementi banali e ordinari conosciuti dal testimone possono essere trasformati, attraverso l'interazione con un agente esterno sconosciuto, in componenti soprannaturali inseriti in una straordinaria esperienza OVNI /UFO.
Di fatto l'OVNI/UFO osservato dall’italiano assomigliava molto da vicino a un elicottero militare, con sporgenze simili a "mitragliatrici" e il suo equipaggio sembrava soldati, con maschere antigas inclusi. Tutti questi componenti potrebbero essere latenti nella mente del testimone abituato a vedere dispiegamenti militari in Libia.
 

 
 
  

JOSE ANTONIO CARAV@CA




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jueves, 1 de mayo de 2014

GLI UFO E LA COMUNITÁ SEGRETA







Il nostro venerato Jacques Vallée scrisse nel suo libro Pasaporte a Magonia sopra la possibile natura degli OVNIs/UFO;

"Potremmo anche immaginare che per secoli un’intelligenza superiore si sia proiettata sul nostro tipico ambiente (scelto, per ragioni note solo a queste intelligenze), con vari oggetti artificiali la cui creazione è una forma d'arte pura. Forse questa intelligenza si diverte con il nostro smarrimento, o forse cercare di inculcare qualche concetto."
Il fenomeno OVNI/UFO ha importanti implicazioni psicologiche e questo non dovrebbe essere preso alla leggera dagli investigatori.
Ad esempio, nessuno ha mai saputo nulla della popolosa comunità segreta, composta da quelle creature considerati oggi mitologiche come sono gli gnomi, gli elfi, i troll, i folletti, le fate, ecc.
Esseri elementali che si mostravano "fisicamente" e che hanno convissuto per secoli con l’essere umano. Il reverendo Robert Kirk (XVII Secolo) dedicò gran parte della sua vita a una investigazione seria e obiettiva di questi esseri, e il risultato fu il suo eccellente libro "La comunità segreta".
L’investigatore Javier Sierra segnalava che: "L’opera di Kirk [...] raccoglie storie di contadini scozzesi disturbati dalle apparizioni dei membri della 'comunità segreta' e in cui ogni lettore esperto di questioni ufologiche non avrebbe difficoltà a trovare paralleli sorprendenti con casistica OVNI/UFO moderna".
Jacques Vallée riassume in alcuni punti le conclusionia cui Kirk arrivò nel XVII secolo, nelle sue ricerche accurate sugli "elfi e altre creature aeree":

1.- Possiedono una natura intermedia tra l'uomo e gli angeli.
2.- Nel fisico hanno corpi molto leggeri e "fluidi" paragonabile ad una nuvola condensata. Sono particolarmente visibili al crepuscolo. Possono apparire e scomparire a loro piacimento.
3.- Intellettualmente, sono intelligenti e curiosi.
4.- Quando gli uomini abitavano la terra intera, essi già vivevano in essa.
5.- I loro corpi camaleontici gli consentono di nuotare attraverso l'aria con tutta la tua famiglia e il loro corredo.

Ci sono donne – scriveva il reverendo – che raccontano come furono rapite quando erano in travaglio per servire come bambinaie per i bimbi delle fate (elementali)". Attualmente ci sono testimonianze di donne che sostengono di essere stati portati all'interno di un UFO per accudire a bambini ibridi (metà umani, metà alieni). Attaccano il bestiame con delle armi che producono ustioni, il che ci ricorda le moderni mutilazioni di bestiame.
"La credenza moderna e globale nei dischi volanti e il loro equipaggio – sentenzia Vallée – è identico a una credenza precedente nelle fate. Le 'entità' descritte come piloti delle navi sono indistinguibili dagli elfi, dalle silfidi e dagli demiurghi del Medioevo". Kirk esorta, nel suo scritto, alle alte sfere della chiesa a tentare di stabilire un contatto stretto e benefico con questi esseri...





JOSE ANTONIO CARAV@CA


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